Caporciano è un piccolo paese, appena duecento abitanti, case in pietra raccolte a 836 metri di altitudine, affacciate come un balcone naturale sulla vasta Piana di Navelli. Qui il silenzio racconta di castelli, monasteri, guerre medievali e di una fede che ha lasciato tracce straordinarie tra le rocce e i campi.
Passeggiare tra i vicoli di caporciano
Caporciano è un paese di origine medievale, nato in posizione dominante, strategica, quasi a controllare ogni movimento nella valle sottostante. Ma il suo cuore antico batte anche poco distante, nella frazione di Bominaco, il nucleo più remoto e suggestivo, dove già nell’XI secolo svettava un castello a guardia del territorio. Nel 1254, Caporciano e Bominaco contribuirono alla fondazione dell’L’Aquila, scelta che costò loro l’attacco devastante di Braccio da Montone durante la Guerra dell’Aquila. Dopo quell’assedio il castello fu in parte distrutto e abbandonato, e lo stesso complesso monastico di Santa Maria Assunta venne ridimensionato. A Caporciano, l’antico castello fu trasformato in chiesa parrocchiale e la torre divenne campanile: segno di una comunità che seppe reinventare le proprie ferite.
Passeggiando oggi tra i due borghi si percepisce ancora la loro impronta medievale, rimasta intatta proprio grazie alla posizione impervia che li ha protetti dai grandi stravolgimenti urbanistici. La modernizzazione della strada provinciale nel 2012 ha reso più accessibile questo angolo nascosto d’Abruzzo, riaprendo un dialogo tra il paese e la valle.
Ma ciò che rende Caporciano e Bominaco una meta straordinaria è il loro patrimonio artistico, capace di sorprendere anche il visitatore più esperto. Nel centro di Caporciano, la chiesa di San Pietro, fondata nel XIII secolo, custodisce un prezioso ciborio e affreschi cinquecenteschi che parlano di una devozione raffinata, lontana dall’idea di un Medioevo isolato. A Bominaco, invece, si entra in un vero scrigno d’arte. L’Oratorio di San Pellegrino, ricostruito nella seconda metà del Duecento dall’abate Teodino e riconsacrato nel 1263, si presenta all’esterno con sobrietà, quasi timido. Ma basta varcare la soglia per restare senza fiato: l’interno è interamente rivestito da un ciclo di affreschi del XIII secolo, considerato uno dei massimi capolavori dell’Abruzzo romanico-gotico. Le Storie dell’Infanzia e della Passione di Cristo, la Vita di Maria, i colori ancora intensi che ricoprono pareti e volte trasformano la piccola cappella in una vera “Cappella Sistina” d’Abruzzo, immersa nel silenzio dell’altopiano.
Poco sopra, i resti del Castello di Bominaco raccontano la forza militare del passato: un recinto trapezoidale scandito da torri squadrate, dominato da un imponente torrione cilindrico con base a scarpa che ancora oggi svetta sulla valle. Da lassù lo sguardo corre libero sulla Piana di Navelli, tra campi coltivati e orizzonti larghi, e si comprende perché questo luogo fosse tanto ambito e conteso.
Nel territorio di Caporciano si incontra anche un’altra presenza affascinante, isolata e solenne: la chiesa di Santa Maria de’ Centurelli, costruita nel XVI secolo in un punto strategico lungo l’incrocio tra il tratturo L’Aquila-Foggia e il tratturo Centurelli-Montesecco. Era luogo di sosta per pastori e pellegrini, crocevia di uomini e greggi, simbolo di quell’Abruzzo attraversato dalla transumanza. Il portale del 1558, semplice e potente, richiama forme romaniche essenziali, quasi a voler dialogare con la nudità del paesaggio circostante.
Caporciano non è un paese che si impone con grandi numeri o clamori. È un luogo che si svela lentamente, tra pietre antiche, silenzi profondi e tesori inaspettati nascosti dietro facciate austere. Qui la storia non è racconto museale, ma presenza concreta; l’arte non è folla, ma contemplazione; e la valle, con la sua luce ampia e i suoi colori mutevoli, accompagna ogni passo come una scenografia naturale immutata nei secoli. Visitare Caporciano e Bominaco significa entrare in una dimensione raccolta e autentica, dove l’Abruzzo più intimo continua a custodire, quasi in segreto, alcuni dei suoi capolavori più preziosi.
