Oratorio di San Pellegrino a Bominaco

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Indirizzo

Oratorio di San Pellegrino a Bominaco, Caporciano

GPS

42.242845926192, 13.660773240254

L’oratorio di San Pellegrino a Bominaco rappresenta uno dei tesori più straordinari del medioevo abruzzese, sia per la sua architettura sia, soprattutto, per la ricchezza pittorica interna. Situato a breve distanza dalla chiesa di Santa Maria Assunta, era originariamente parte integrante del complesso abbaziale, come confermano i documenti che attribuiscono allo stesso santo la titolazione iniziale del monastero.

L’edificio è una navata unica, priva di abside, di dimensioni contenute (18,70 × 5,60 m), con volta a botte sestiacuta e sei campate definite da archi ogivali impostati su sottili semipilastri. L’orientamento è insolito, con un asse Sud-Sud-Ovest che forma circa 100° rispetto alla chiesa maggiore. Gli ingressi sono tre: quello principale preceduto da un portico settecentesco, uno posteriore per i religiosi e uno laterale per facilitare il deflusso dei pellegrini. La luce entra attraverso strettissime feritoie e due rosoni, semplice e decorato, mentre due grandi plutei in bassorilievo separano l’area dei fedeli dal santuario. I rilievi raffigurano un drago alato e un grifo, contornati da girali vegetali e tracce di colore originale, datati al 1263 e commissionati dall’abate Teodino, che restaurò l’edificio attribuito, in epigrafi tardive, a Carlo Magno, anche se architettura e documenti non confermano una fondazione precedente.

Gli affreschi interni costituiscono un ciclo pittorico completo e raro in Abruzzo, comprendente:

  • Storie dell’infanzia di Cristo: dall’Annunciazione alla Natività, alla Presentazione al Tempio e al Massacro degli Innocenti.
  • Storie della Passione: Entrata a Gerusalemme, Lavanda dei piedi, Ultima Cena, Tradimento di Giuda, Cattura di Cristo, Flagellazione, Deposizione e Sepoltura.
  • Storie della vita di San Pellegrino: sei episodi nella seconda campata, tra miracoli e martirio, indicanti un culto locale, connesso probabilmente a un santo pellegrino di origine siriana.

A completare il ciclo figurativo, scene del Giudizio, Paradiso e Inferno, profeti, santi, il Calendario liturgico con i Dodici Mesi e scene allegoriche di lavoro, e decorazioni geometriche e stellari sulle volte, che unificano visivamente lo spazio e richiamano il cielo e i tralci vegetali.

Gli affreschi furono realizzati da tre maestri, con stili distinti:

  1. Maestro dell’Infanzia di Cristo – elegante e tradizionale, figure esili e architetture scenografiche.
  2. Maestro della Passione – figure robuste, fondo semplice, maggiore vivacità e realismo.
  3. Maestro del Calendario o Miniaturista – attenzione ai dettagli, influenza sveva e raffinata composizione miniaturistica.

L’oratorio è anche significativo per la sua funzione liturgica: il calendario e le scene legate al lavoro e alla liturgia monastica riflettono l’ideale benedettino dell’“Ora et Labora”, integrando il tempo dell’uomo con quello divino. Restaurato nel 1938, con il riposizionamento dei plutei e la valorizzazione dei cicli pittorici, l’oratorio di San Pellegrino rimane una testimonianza eccezionale del Medioevo abruzzese, con una straordinaria capacità di trasmettere spiritualità, devozione e arte in un piccolo spazio architettonico.

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Oratorio di San Pellegrino a Bominaco, Caporciano

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42.242845926192, 13.660773240254